In inverno, l’organismo può andare incontro a una riduzione dei livelli di vitamina D a causa della minore esposizione alla luce solare.
Sì, perché la principale fonte di vitamina D è la sintesi cutanea, attivata dai raggi solari, ma durante i mesi più freddi questa produzione diminuisce sensibilmente in gran parte della popolazione, pur se non sempre con conseguenze importanti sulla salute. Resta, quindi, importante conoscere le alternative alimentari e gli eventuali integratori che possono aiutare a mantenere livelli adeguati di questo elemento essenziale.
A cosa serve la vitamina D
Questo principio, in realtà, agisce come un vero e proprio ormone, influenzando diversi processi biologici fondamentali: la sua funzione principale riguarda la regolazione del metabolismo del calcio e del fosforo, ma il suo impatto si estende anche al sistema immunitario, alla salute della pelle e al benessere muscolare.
Svolge un ruolo cruciale nella salute delle ossa, contribuendo all’assorbimento del calcio e favorendo la mineralizzazione dello scheletro: una carenza di vitamina D, infatti, può portare a fragilità ossea, aumentando il rischio di osteoporosi negli adulti e rachitismo nei bambini. Oltre alla salute scheletrica, questa vitamina è utile anche per il benessere del sistema immunitario, in quanto stimola la risposta delle cellule immunitarie contro virus e batteri: mantenere livelli adeguati di vitamina D, quindi, può contribuire a ridurre il rischio di infezioni stagionali come raffreddore e influenza.
Anche pelle e capelli traggono beneficio da un corretto apporto di vitamina D, dato che:
- favorisce la rigenerazione cellulare e aiuta a mantenere in equilibrio la barriera cutanea, contribuendo alla riduzione di infiammazioni e disturbi come eczema e dermatite atopica;
- ricopre un ruolo chiave nella crescita dei capelli, poiché stimola il ciclo dei follicoli piliferi e può contrastare la caduta eccessiva.
Alcune categorie di persone sono più a rischio di carenza, tra cui le donne in gravidanza, gli anziani e coloro che soffrono di malassorbimento intestinale o osteoporosi. In questi casi, soprattutto in inverno, è spesso consigliato monitorare i livelli di vitamina D attraverso analisi del sangue e, se necessario, integrare la dieta con supplementi specifici.
Come assicurarsi un buon apporto di vitamina D in inverno
Dal momento che la produzione di vitamina D dipende principalmente dall’esposizione solare, nei mesi invernali è utile adottare strategie per mantenerne livelli adeguati nel corpo. Una delle soluzioni più efficaci è l’inserimento nella dieta di alimenti ricchi di vitamina D, come il pesce grasso (salmone, sgombro e aringa), il fegato, le uova e i latticini, così come alcuni funghi che, se coltivati all’aperto, possono rappresentare una fonte vegetale di questa vitamina.
Per chi fatica a ottenere un apporto sufficiente tramite l’alimentazione, gli integratori possono essere una valida alternativa: disponibili sotto forma di capsule, gocce o compresse, sono particolarmente indicati per chi vive in zone con scarsa esposizione solare o segue una dieta povera di alimenti di origine animale.
Prima di assumerli, tuttavia, è sempre consigliato consultare un medico per valutare il dosaggio più adatto alle proprie esigenze.
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