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Demenza senile: in che modo si manifesta?
  • 16 February 2026

Con l’avanzare dell’età è normale notare piccoli cambiamenti nella memoria e nella rapidità di pensiero ed è bene non confondere tali eventi fisiologici, con la demenza senile, che è una condizione patologica caratterizzata da un declino progressivo delle funzioni cognitive.

Il termine stesso è generico e comprende diverse forme cliniche che compaiono prevalentemente dopo i 65 anni, il cui tratto comune è la compromissione di memoria, linguaggio, orientamento e capacità di ragionamento, dovuta a un danno cerebrale progressivo.

Primi sintomi di demenza senile

I segnali iniziali possono essere sfumati e facilmente attribuiti a distrazione, stress o stanchezza.

Tra i primi sintomi di demenza senile rientrano le difficoltà di memoria recente, come dimenticare conversazioni appena avvenute, appuntamenti o ripetere più volte le stesse domande. Possono comparire anche problemi di concentrazione e una maggiore fatica nello svolgere attività comuni, per esempio gestire il denaro, seguire una ricetta o organizzare impegni quotidiani.

Un altro campanello d’allarme è il linguaggio: la persona può avere difficoltà a trovare le parole giuste, usare termini impropri o perdere il filo di una conversazione. Anche il disorientamento temporale e spaziale è frequente, con confusione su date, orari o percorsi noti. A questi segnali si associano spesso cambiamenti dell’umore e del comportamento, come irritabilità, apatia, ansia o tendenza all’isolamento sociale.

Quindi, è bene osservare la frequenza e la persistenza di questi episodi, soprattutto quando iniziano a compromettere la propria autonomia.

Cosa fare e a chi rivolgersi

In presenza di sintomi sospetti, il primo passo è parlarne con il medico di base, che può valutare la situazione e indirizzare verso uno specialista.

La diagnosi di demenza senile non si basa su un singolo test ma su un percorso strutturato che include colloqui clinici, valutazioni cognitive e, se necessario, esami strumentali. I test neuropsicologici permettono di analizzare in modo approfondito memoria, attenzione, linguaggio e capacità di orientamento.

DI base, è fondamentale escludere altre condizioni che possono causare disturbi di memoria, come depressione, ansia, insonnia o carenze nutrizionali, che possono dare sintomi simili ma reversibili. Una diagnosi precoce consente di pianificare interventi mirati, rallentare la progressione dei sintomi e organizzare un adeguato supporto per la persona e la famiglia.

L’importanza di non essere lasciati soli

La demenza senile non coinvolge solo chi ne è colpito, ma anche chi vive accanto alla persona malata e affrontare la diagnosi può generare paura, smarrimento e senso di isolamento. Per questo è essenziale che il paziente non venga lasciato solo, né sul piano clinico né su quello umano: il supporto dei familiari, insieme a una rete di professionisti sanitari e sociosanitari, è il modo migliore per assicurare la migliore qualità di vita possibile al paziente.

Un ambiente stabile e rassicurante, routine quotidiane semplici e una comunicazione empatica possono ridurre i momenti di confusione e agitazione e aiutare a gestire al meglio un percorso complesso e spesso emotivamente impegnativo.

Se vuoi saperne di più su come riconoscere la demenza senile, contattaci. I nostri esperti saranno felici di rispondere alle tue domande.

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